Good Night...
venerdì 7 dicembre 2012
giovedì 6 dicembre 2012
Il Papa e Twitter. Meglio di Crozza
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| Papa Benedetto XVI |
Che i consiliori di BXVI
stessero perdendo colpi era evidente a molti, ma la notizia di questi giorni, il Papa su Twitter, è di quelle destinate a fare storia.
Con un'arroganza e una sicumera vecchie di un paio
di millenni, Sua Severità
ha preso la modernissima decisione di aprire un profilo sul social network più cool del momento.
Si sarà detto che uno come lui, dall'alto
del suo soglio, ha tutto il diritto e anche il dovere di aprire quante più porte possibili agli omaggi da parte
dei suoi fedeli.
E poi ci sono da battere Obama, Lady
Gaga e Justin Bieber sul numero dei follower e siamo già in ritardo sui tempi.
#faiunadomandaalpapa
è il temerario
invito rivolto alle pecore twittatrici (sia detto senza offesa, è Lui che li definisce il suo gregge).
Il risultato di tanta apertura alla comunicazione avanguardista è stato una valanga, uno tsunami, un'eruzione vulcanica di battute salaci, rimproveri poco misericordiosi, domande degne di Groucho Marx e serissime invettive.
Il risultato di tanta apertura alla comunicazione avanguardista è stato una valanga, uno tsunami, un'eruzione vulcanica di battute salaci, rimproveri poco misericordiosi, domande degne di Groucho Marx e serissime invettive.
Se Sua Superiorità si aspettava complimenti,
incoraggiamenti, preghiere, espressioni di solidarietà, ha avuto una sgradita sorpresa.
Io immagino già i suoi fedelissimi (sic!) segretari
investiti dell'incombenza di cinguettare in nome e per conto di Sua Socievolezza: ritengo preferirebbero essere
mandati in missione apostolica in mezzo alle tribù antropofaghe della Nuova Guinea.
«A
questo che chiede perché
non paghiamo l'Imu dobbiamo rispondergli le solite fregnacce?»
«A
quest'altro che domanda se nella carbonara ci va la pancetta o il guanciale,
che je dico?»
I casi sono due: o mettono in piedi
una rete di finti entusiasti e al Supremo riferiscono solo di quella, oppure
sono in grado di ricostruire tutta la rete mondiale di comunicazione «ad usum delphini» e la verità il #pontifex non la saprà mai.
D'altro canto ignorare tutte le
domande scottanti rivelerebbe una certa debolezza ideologica, anche perché la scelta di mettersi in gioco così pericolosamente dovrebbe fare il
paio con la capacità
di dare risposte ironiche, intelligenti, sagaci.
Per non dire... Infallibili.
mercoledì 5 dicembre 2012
Sesso dopo Cena? Dipende... parte II
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| Marilyn Monroe |
Osservare il comportamento delle
donne a tavola è
ugualmente interessante e mi sono spesso chiesta se gli uomini in viaggio si
dedichino mai a questo passatempo invece di giocare con l'iPhone.
Se fossi un uomo mi preoccuperei
molto del rapporto donna - cibo, perché
è sempre un indice
infallibile del rapporto donna - sesso.
Per esempio, le donne perennemente a
dieta che ordinano un'insalata scondita come antipasto e ne lasciano la metà, proseguono con una terrina
vegetariana (che non contenga formaggio per carità!) e trattano la lista dei dolci come
se fosse materiale radioattivo ben difficilmente si riveleranno adepte del
Kamasutra.
La mortificazione del corpo include
anche gli appetiti sessuali, inutile negarlo.
Inoltre, al pari dell'omologo modello
maschile, le donne con l'ossessione del fisico a costo della fame si
stenderanno in pose plastiche e penseranno tutto il tempo a come valorizzare la
carrozzeria. Punto. C'è
da dire che per molti uomini questo basta e avanza, ma non divaghiamo...
Discorso simile per le vegane a
oltranza. Quelle che al solo sentir parlare di bistecche scolorano in volto e
ti guardano con un misto di compassione e ribrezzo, quelle che considerano gli
onnivori dei mentecatti crudeli, quelle che ti spiegano le ricette per il seitan
e il tofu con l'entusiasmo di un tedesco per la birra, quelle che se ti
invitano a cena ti preparano zuppa di alghe, sformato di barbabietole e ceci,
insalata di germogli di soja e un dolce senza farina, senza burro, senza
zucchero, senza uova, accompagnano il tutto con abbondanti tisane e poi magari
si aspettano in cambio le prestazioni di un novello Siffredi che, come è noto, è un gran consumatore di carne. Rossa.
Se a una donna non piace la carne e
non conosce la voluttà
dell'affondare i denti in un croccante sfilatino debordante di culatello
stagionato... Che ne parliamo a fare?
Poi ci sono le principessine, quelle
che sono cresciute con i gomiti saldati alla cassa toracica e maneggiano le
posate come se fossero ferri chirurgici. Quelle che sbucciano la mela con
forchetta e coltello, dissezionano il pollo da fare invidia al patologo di
NCIS, fanno bocconi piccolissimi per non deformare le guance e sono capaci di
eliminare il grasso dal prosciutto con la precisione di un raggio laser.
Quelle che giammai ti seguirebbero in
campagna per mangiare un panino estemporaneo sedute sull'erba senza avere una
coperta, un paio di cuscini, lo spray antizanzare, un antistaminico, molti
tovagliolini e le salviettine detergenti.
Quelle che non vedrai mai sbronze, ma
nemmeno alticce, perché
una signorina non deve mai perdere il controllo di sé. Mai. Capito?
Ecco... queste principesse sul
pisello ci stanno scomodissime e perciò
cercano di non mettercisi se non è
proprio indispensabile per la continuazione della specie.
Poi ci sono le altre, quelle che
adorano il cibo cucinato con cura, quelle curiose di assaggiare qualunque
stranezza culinaria, quelle che in viaggio provano di tutto e non rifiutano mai
la seconda porzione, quelle che al ristorante ordinano dall'antipasto al dolce
e prendono anche il vino da dessert. Quelle che non contano le calorie anche in
vacanza e non si negano mai il salame. Ecco. Appunto.
martedì 4 dicembre 2012
Sesso dopo Cena? Dipende...
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| Frank Sinatra e Ava Gardner |
Il cibo, in tutte le sue
declinazioni, compresa la negazione dello stesso, è uno dei grandi protagonisti di
questo deprimente periodo storico.
Da una parte il punitivo Dukan e le
sue accolite con la mania della taglia zero che si nutrono di avena e altro becchime
per uccelli, dall'altra Nigella Lawson e le sue seguaci che spadellano
allegramente pancetta affumicata e uova strapazzate a qualunque ora, fingendo
di non sapere cosa sia il colesterolo.
Ho sempre pensato che cucinare sia un
gesto d'amore, di attenzione all'altro, un modo per dire mi importa di quello che ti piace e voglio dividerlo con te. Come a
letto, luogo in cui i gusti del partner sono, o dovrebbero essere, fonte di ricerca e
scoperta.
E proprio il filo diretto che unisce
cibo ed eros è
un argomento che trovo appassionante, anche perché, viaggiando spesso da sola e quindi
consumando molti pasti solitari, ho sviluppato negli anni l'abitudine di
sbirciare il rapporto con il cibo delle persone intorno a me.
Quello che segue è un elenco sparso di impressioni
accumulate in viaggio...
Alla larga dagli uomini che, senza
motivo, trangugiano una squisita pietanza come se fossero inseguiti
dall'esercito di Gengis Khan: se hanno così
fretta di terminare quello che dovrebbe essere un piacere, non oso pensare alle
tempistiche orizzontali.
Giove pluvio ci scampi da quelli che
si alzano da tavola a fumare tra una portata e l'altra: il loro palato abraso
dalla nicotina non è
in grado di distinguere un sontuoso roast beef preparato a regola d'arte da una
simmenthal riscaldata nel microonde: dovremmo forse aspettarci appassionanti
prestazioni papillifere?
Disseppelliamo il Concorde per
fuggire più
in fretta da quelli che ordinano verdure al vapore con pesce alla brace senza
condimenti e acqua naturale: se non sono a dieta per evidente sovrappeso o
malattie del ricambio, probabilmente avranno una notevole tartaruga addominale
ma è esattamente sul
mostrarvi quella che si concentreranno una volta spogliati, non su di voi.
Grazie,
sono lusingata ma sono gay è
la risposta da dare alle avances di quelli che parlano mentre masticano, usano
lo stuzzicadenti a fine pasto, si passano la lingua sull'interno delle guance
per stanare residui di torta dalle gengive: la mancanza di buone maniere a
tavola fa sempre il paio con un atteggiamento trogloditico fra le lenzuola e
che non si traduce mai in - Piacere Jane,
io mi chiamo Tarzan e se mi seguirai nella mia capanna non te ne pentirai per
il resto della vita - quanto piuttosto in un - Senti, stasera gioca il Milan ma se vuoi dalle sette e quaranta alle otto possiamo darci
dentro -
Da condannare alla castità forzata quelli che mangiano ad una
lentezza esasperante, e rigirano il cibo nel piatto, facendolo a minuscoli
pezzetti e intanto parlano, parlano, parlano... Caratteristica questa più femminile che maschile ma sommamente
irritante in quanto suggerisce l'incapacità
di concentrarsi su qualcosa per periodi abbastanza lunghi. Non so se capisco
quello che dico...
Ma soprattutto e senza lasciarvi
ingannare dalle apparenze, scappate a Samarcanda piuttosto che concedere le
vostre grazie a quello che si siede dalla parte giusta rispetto a voi, accenna
ad alzarsi se voi vi alzate, trasmette le ordinazioni al cameriere nell'ordine
esatto, sceglie il vino più
adatto al menù,
è concentratissimo
su ogni vostra espressione per cogliere il minimo cenno di disappunto,
sincronizza i suoi ritmi di svuotamento piatto con i vostri e conclude facendo
arrivare al tavolo una sorpresa racchiusa nel dessert.
Quello,
se non ha almeno sessantacinque anni, non è un erede al trono, non fa Brummell
di cognome, è
uno che ha studiato la lezione e vi sta propinando un copione. Da qualche parte
ha letto che è
un metodo infallibile per far crollare la preda al primo incontro, secondo il
metodo «minimo
sforzo massimo risultato»
Una volta arrese ci si ritroverebbe
in un abisso di noia e prevedibilità,
dentro uno show alla sua ennesima replica.
Balbettate un - i frutti di mare devono avermi dato fastidio - e fatevi
riaccompagnare a casa.
(Continua)
domenica 2 dicembre 2012
Yves Montand - Les Feuilles Mortes -
Una voce indimenticabile.
Una poesia immortale.
Una melodia sulla quale tutti, prima o poi, ci siamo innamorati.
Le Donne e il Porno. L'Ultima Frontiera
Dopo l'articolo uscito su Le Monde di cui ho già parlato, ecco la notizia shock del primo weekend di dicembre, divulgata a mezzo stampa dall'Istituto francese SFOP: quattro donne su cinque guardano film porno e, udite udite, la metà di loro lo fa senza il proprio partner accanto. Che dire, dopo il bosone di Higgs, certamente la scoperta più sconvolgente dell'anno.
Immagino gli studiosi che, in un mattino di primavera, fanno un brainstorming per decidere come impiegare quei fondi per la ricerca rimasti inutilizzati in fondo al cassetto.
Dopo mezz'ora di idee tipo "facciamo uno studio sugli squali per capire se attaccano di preferenza donne del Sagittario piuttosto che dei Pesci, così intanto ci facciamo un giro spesato ai tropici" ecco la trovata geniale: "facciamo un altro studio sul sesso".
Tutti accettano entusiasticamente per amore della scienza ma a quel punto trovare un argomento che non sia già stato saccheggiato, da Freud o da Vanity Fair, è un'impresa.
Improvvisamente, un lampo accecante di maschia intuizione squarcia l'oscurità.
"Le donne e i film porno".
Ma certo, chi si è mai occupato di sì scabroso anfratto della liliale sessualità femminile?
A parte le aspiranti pornostar e qualche femminista coi mustacchi, chi vuoi che maneggi materiale così sconveniente, orsù?
Tu scienziato, puoi forse immaginare tua moglie, tua sorella, tua figlia o tua madre (e qui il primo ricercatore viene colpito da un ictus) mentre infila un Rocco d'annata nello stesso lettore in cui la domenica i nipotini guardano i Teletubbies?
Ma il progresso della conoscenza non può essere indolore e così, spedito il suddetto ricercatore nel reparto psichiatrico con un T.S.O. i suoi colleghi cominciano a darsi da fare per raccogliere dati.
Che poi ci si chiede come facciano... al telefono per salvaguardare la privacy? Tramite questionario anonimo in memoria di Master & Johnson? Oppure scegliendo la via più rapida, cioè travestendosi da sacerdoti in un confessionale: "Quante volte figliola, e con chi e quali i titoli preferiti?"
Non so se anche la vostra biblioteca includa l'enfer; la mia sì e il Marchese de Sade, piuttosto che Diderot (esatto, quello dell'enciclopedia) sono ampiamente rappresentati.
Il Settecento rigurgita di illustrazioni di deliziose fanciulle in fiore che leggono con una mano sola...
Il Settecento rigurgita di illustrazioni di deliziose fanciulle in fiore che leggono con una mano sola...
Da sempre il proibito attira sciami di donne di ogni età ed estrazione sociale, da sempre le padrone e le servette hanno condiviso torbidi segreti.
Quando il signore del castello partiva per la guerra vogliamo pensare che i troubadours di passaggio narrassero solo le gesta dell'unicorno? Ma dai!!!! Avranno avuto un ricco repertorio di storie piccanti per riscaldare la fantasia della castellana abbandonata e delle sue caste damigelle e peccato che sia andato tutto perduto, dico io.
Ogni epoca storica ha messo la tecnologia conquistata a disposizione dell'erotismo e tutti, più o meno nascostamente, ne hanno beneficiato.
E adesso che con un semplice clic si può accedere in perfetto anonimato a migliaia di ore di filmati per tutti i gusti, scopriamo che oh, mon dieu! anche le donne lo fanno.
Presto, qualcuno chiami quelli di Stoccolma. Per uno almeno dei premi Nobel non c'è più bisogno di cercare.
Presto, qualcuno chiami quelli di Stoccolma. Per uno almeno dei premi Nobel non c'è più bisogno di cercare.
Mi piacerebbe qualche riscontro dalle lettrici di passaggio qui: in modo anonimo ovviamente.
Vorremo mica ritrovarci degli ictus sulla coscienza...
Vorremo mica ritrovarci degli ictus sulla coscienza...
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